Implantologia zigomatica intrasinusale ed extrasinusale

La tecnica intrasinusale è stata la prima utilizzata come descritto dal protocollo Branemark nel 1988 per pazienti con grave atrofia mascellare e prevedeva l’inserimento di impianti zigomatici che partendo dalla zona del palato attraversavano completamente il seno mascellare per andare ad ancorarsi all’ osso zigomatico. Utilizzando questa tecnica si avevano degli svantaggi legati ad un notevole grado di invasività del seno mascellare con conseguente perforazione della membrana che lo ricopre internamente. Veniva inoltre creata una apertura sulla parte anteriore del seno mascellare che serviva per vedere se la direzione dell’impianto fosse corretta aumentando così l’invasività dell’intervento. Gli impianti inoltre emergevano palatalmente con conseguente creazione di una protesi ingombrante che poteva creare qualche difficoltà sia al mantenimento igienico sia alla fonazione.

Negli anni vari autori cercarono soluzioni per rendere la tecnica meno invasiva ed in particolare Stella e Warner in un articolo del 2000 proposero la slot technique una evoluzione meno invasiva della tecnica intrasinusale con la possibilità di mantenere integra la membrana del seno mascellare attraverso la creazione di una scanalatura (slot) nella parete anteriore del seno mascellare riducendone il coinvolgimento anatomico durante l’inserimento degli impianti zigomatici.

Di seguito James Chow del Branemark Osseointegration Center di Hong Kong nel 2010 e Carlos Aparicio di Barcelona nel 2011 descrivevano la tecnica extrasinusale la quale è molto meno invasiva rispetto alla intrasinusale essa infatti permette l’inserimento dell’impianto zigomatico passando anteriormente al seno mascellare evitandone l’invasione chirurgica e mantenendo integra la membrana con conseguente riduzione dei tempi di guarigione e delle complicazioni post-operatorie.

DOTT. ATTILIO BEDENDO - Medico Chirurgo odontoiatra - Treviso - P.iva 03333640260 - CF BDNTTL60D02H620P - CREDITS